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Andamento degli ultimi anni

Un economia che ha fatto registrare crescite considerevoli negli scorsi anni. Seppur con ritmi meno sostenuti quella russa resta però un'economia dinamica e ancora alla ricerca di una modernità strutturale

È bene considerare che la Russia è il più grande fornitore di prodotti energetici al mondo (dati della Farnesina) ma che ha ancora molte potenzialità inespresse. In ogni caso il paese ha fatto registrare, tra il 2000 e il 2008, una costante crescita del PIL di circa l'8% all'anno. Anche per questo, in quel periodo, la Russia è entrata di prepotenza nel novero dei cosidetti "paesi emergenti".
Certo negli ultimi due anni si è assistito ad un rallentamento in tal senso ma alla crescita esponenziale si è sostituito uno sforzo verso una sempre più marcata modernizzazione dell'intera economia per stabilizzare la crescita stessa. Ed è sull'onda di questa, che è diventata la vera battaglia dell'economia russa, che si sono concentrati i maggiori sforzi verso alcuni settori considerati strategici: aerospaziale, informatico, biotecnologico ma anche e soprattutto infrastrutturale in senso generale. Come sempre succede in un'economia di questo tipo si è dato forte impulso agli investimenti stranieri. Per questo motivo sono state create decine di Zone Economiche Speciali proprio per assicurare una serie di vantaggi a chi vuole investire in Russia.

I settori in cui investire

I settori strategici, di cui parlavamo prima, sono anche quelli in cui molte imprese continuano a investire, con importanti ricadute anche dal punto di vista occupazionale. Il settore energetico resta, per ora, il motore economico della Russia. Basti pensare alla sua posizione di leader nella produzione di gas e alla sua crescita negli investimenti tecnologici per lo sfruttamento di giacimenti petroliferi. Questo settore rappresenta oltre il 68% dell'export russo e il 40% del totale bilancio pubblico.
Interessante anche, per lavorare e investire in Russia, il settore automotive, sicuramente tra quelli che crescono maggiormente. A funzionare bene sono sia i rami della vendita, sia quello produttivo sia quello della fabbricazione di componenti per auto. A influire positivamente su questo comparto è, senza dubbio, la maggiore domanda del mercato interno che ha fatto crescere quella che viene chiamata la "motorizzazione privata". Tutto ciò però ha fatto registrare un lieve rallentamento, con vendite di auto diminuite di circa il 6%. Ma a crescere, e non di poco, è la produzione in Russia di modelli stranieri. Importante, a questo proposito, la presenza e il peso di un colosso come Volkswagen. Ma non è da sottovalutare la presenza, grazie ad una normativa favorevole, di marchi come Ford, Opel, Toyota o Nissan. Il settore della componentistica, che nel 2011 si aggirava attorno ai 37 miliardi, viene previsto in crescita fino a raggiungere i 65 miliardi di dollari entro il 2015.
Di primaria importanza, e dal punto di vista degli investimenti e da quello delle opportunità lavorative, il settore farmaceutico. In questo campo nel 2009 il governo diede vita a quella che fu chiamata "Strategia per lo sviluppo dell'industria farmaceutica Russa fino al 2020". In conseguenza di tale programma è stato creato un cluster a San Pietroburgo proprio per attirare imprese e professionisti impegnati nella ricerca. San Pietroburgo non è certo una scelta casuale vista la presenza di istituti di ricerca tra i più importanti al mondo quale l'Istituto Statale di Tecnologia, quello di citologia dell'Accademia Russa delle Scienze o l'Accademia Statale chimico-farmaceutica.

Made in Italy alimentare

Sarà anche un luogo comune ma un settore in cui investire in Russia è certamente quello agroalimentare, in particolare per i prodotti italiani. In linea generale questo settore si muove in un mercato che ha una crescita, su base annua, di circa il 20%. Purtroppo ci sono ancora alcune difficoltà, in termini di penetrazione commerciale, dovute ad un complicato sistema di certificazione e di licenze. Da questo deriva la necessità, attualmente, di avere un buon partner a livello locale. Nonostante ciò però cresce la ristorazione italiana che si diffonde a ritmi sostenuti, particolarmente a Mosca e San Pietroburgo. E con la crescita dei così detti "nuovi ricchi" nelle grandi città, cresce anche il successo per prodotti di abbigliamento italiano di lusso. In tal senso sta cambiando anche l'intera rete distributiva con l'apertura di negozi monomarca e catene commerciali di livello alto o molto alto.

Presenza italiana

La presenza di imprese italiane in Russia è cosa abbastanza consolidata: siamo pur sempre il 5° partner commerciale al mondo e il 2° in Europa dopo la Germania. Importanti, soprattutto, le presenze di colossi quali ENI, ENEL e Finmeccanica. Ma sta incrementandosi la presenza di industrie di alta tecnologia come Alenia e Agusta nel settore aeromobile; ma anche Indesit e Merloni per considerare il settore degli elettrodomestici. Nel settore bancario-finanziario sempre più forte la presenza di gruppi come Intesa San Paolo e Unicredit.


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