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È tra i paesi europei con l'economia più solida e in crescita. Ottimi i risultati dell'industria turistica e in continuo miglioramento quelli relativi all'export. Due i veri punti di forza: il sistema bancario e quello fiscale

Lavorare in Austria

Molti italiani guardano al vicino paese per trovare soluzioni lavorative migliori. E, in effetti, il mercato del lavoro austriaco fa registrare numeri che da noi sembrano impensabili. Uno su tutti il dato relativo alla disoccupazione: qui, anche nei momenti peggiori, tale percentuale restava salda attorno ad un incredibile 5%. Tutto ciò sembra essere frutto di una politica che ha messo l'occupazione al centro. E lo ha fatto, soprattutto, con una organizzazione davvero all'avanguardia dei suoi centri per l'impiego, talmente efficienti da ricevere finanziamenti sia dai sindacati sia dalla confindustria austriaca. E, secondo molti osservatori, la vera forza del mercato del lavoro austriaco sarebbero proprio i sindacati, organizzati in modo tale da costituire una forza considerevole. Bisogna comunque sapere che lavorare in Austria significa lavorare in un mercato estremamente più flessibile di quello italiano: qui non esiste la giusta causa, tanto per fare un esempio.

Economia

Quella austriaca è, in Europa, una delle economie più solide. E, sostanzialmente, sono due i fattori chiave che contribuiscono a renderla tale: il sistema bancario e quello fiscale, entrambi molto competitivi in termini di capacità attrattiva di investimenti esteri. Come sempre quando si vuole iniziare a fare un quadro della situazione economica di un paese, si parla di PIL; quello austriaco è dato in crescita dell'1,5% per il 2013. Ma molto buono è anche l'andamento dell'export austriaco che se lo scorso anno ha registrato qualche problema lo ha fatto, non tanto per problemi economici interni ma per la negativa congiuntura internazionale. Buonissime notizie anche per quanto riguarda il suo mercato del lavoro dal momento che, in termini di occupazione, l'Austria resta tra i paesi europei con la più bassa percentuale di non occupati. Nell'economia austriaca vi sono alcuni settori in particolare che hanno fatto registrare risultati molto incoraggianti: il settore manifatturiero, per esempio, tra il 2011 e il 2012 (quindi già in piena crisi) è cresciuto dell'8% con previsioni di ulteriore crescita del 3% per il 2013. Altri due settori che stanno vivendo un trend positivo sono quello edile e quello turistico.

Sistema Fiscale

Come dicevamo all'inizio di questo articolo, uno dei traini dell'economia austriaca è il suo sistema fiscale, molto vantaggioso per gli imprenditori e per gli investitori esteri: basti pensare che gli utili d'impresa sono sottoposti ad un'aliquota che dal 34% è stata abbassata al 25%. Uno dei punti forti del sistema fiscale austriaco è quello che viene chiamato "tassazione di gruppo"; detto in parole povere significa che se si sceglie l'Austria come sede della propria impresa, si può avere una compensazione tra perdite e utili registrati anche oltre confine. Sempre nell'ottica di attrarre investimenti esteri, il sistema fiscale austriaco prevede molte detrazioni per le aziende: detrazioni che possono arrivare ad una riduzione dell'imponibile fiscale anche del 23%. Molto vantaggioso il sistema fiscale austriaco si rivela per chi investe in ricerca e formazione: nel primo caso i costi sostenuti per fare ricerca possono essere detratti anche per il 35%.

Industria e Turismo

Questo è il settore trainante dell'economia austriaca: un'industria costituita prevalentemente da piccole e medie imprese estremamente rivolte all'export e con un andamento generale in crescita. Secondo alcuni dati forniti dalla Bank of Austria l'industria austriaca vedrà i maggiori effetti positivi nel settore metalmeccanico, in quello siderurgico, in quello automobilistico e in quello dell'acciaio. Ma vera eccellenza dell'industria austriaca è quella chimica la cui produzione è, per oltre un terzo, destinata ai mercati esteri. Si tratta di un'industria che sta facendo enormi investimenti nella ricerca e che sta diventando oggetto di investimento di molte multinazionali che vedono (giustamente) nel mercato austriaco una porta verso quelli dell'Europa dell'est e dell'Europa centrale.

Turismo

Anche in termini occupazionale quella del turismo sta diventando un'industria decisamente interessante con numeri in crescita: in particolare è Vienna la città che sta vivendo un vero boom in tal senso, anche grazie a quello che viene definito "turismo congressuale": quest'ultimo anche se rappresenta solo il 20% dell'intero flusso turistico, porta un giro d'affari pari al 50% del totale. Ma molto bene, anche in termini di ricadute occupazionali, stanno andando località come Innsbruck, Salisburgo e Graz. Il boom turistico è cominciato tra il 2010 e il 2011 con un aumento dei pernottamenti pari al 12% e con l'aumento dei turisti stranieri, in crescita del 10%.


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